domenica 12 marzo 2017

BEAUTY ROUTINE E BEAUTY PARTY

Buonasera a tutti. Quest'oggi parliamo di coccole e bellezza perchè anche in questo caso secondo me un po' di organizzazione ci vuole, soprattutto se come me non avete troppa costanza nel prendervi cura di voi stesse. Io ho deciso di inserire nel mio planning settimanale dei momenti dedicati alla cura della persona, cose semplici, ma che magari di norma non farei o comunque non in modo sistematico. Banalmente ho deciso che tre sere alla settimana mi prendo giusto cinque minuti per spalmarmi un po' di crema per il corpo, una sera mi dedico alla pulizia del viso, il martedì è la serata dedicata alla depilazione ( perchè il giorno dopo ho lezione di danza ), il giovedì è dedicato ai piedi ( perchè il giorno dopo accompagno mio figlio in piscina e giro con le infradito ), la domenica sera alle unghie delle mani per iniziare con un nuovo colore la nuova settimana e sempre la domenica dopo la corsa faccio doccia più scrub. A questo punto vi racconto anche una cosa per cui mi prendono spesso in giro, ma poi voglio sapere chi di voi adotterà lo stesso mio metodo... Quando faccio la doccia appendo sul bordo in alto l'asciugamano, così quando ho finito di lavarmi lo prendo prima ancora di aver chiuso l'acqua e mi ci avvolgo subito dopo, stando ancora dentro la doccia, così non sento troppo lo sbalzo di temperatura quando poi esco. Lo so che sono viziata, come mi dicono, ma è una coccola che mi piace concedermi, perchè soffrire il freddo anche se solo per pochi secondi? Insomma lo so che bisogna prendersi cura del nostro corpo, per questo faccio attività fisica ( vado a camminare due volte la settimana, una a correre e faccio un'ora di danza al mercoledì ), cerco di bere tanta acqua durante la giornata e di mangiare sano, ma occorre anche prendersi un po' di tempo per noi, per rilassarci, per fare le cose che più ci piacciono e anche per sentirci belle. Ci fa bene andare dal parrucchiere o dall'estetista, magari anche a farci fare un massaggio ogni tanto, ma nel nostro piccolo possiamo dedicarci al nostro corpo con piccoli e semplici gesti quotidiani che ci aiutano anche a sentirci più belle e sicure. Ho scoperto qualcosa in più sull'argomento partecipando settimana scorsa a un beauty party. Mi ha invitato un'amica senza spiegarmi esattamente di cosa si trattasse, mi immaginavo una serata a casa di qualcuno a provare creme e campioni di vari prodotti di bellezza, ho trovato una cosa simile ma ben più organizzata: un gruppo di ragazzi che lavorano per Herbalife ci ha accolto in un centro dedicato, ci hanno fatto accomodare a un tavolo dove ciascuna di noi aveva a disposizione uno specchio, una ciotola con dell'acqua tiepida e dei batuffoli di cotone. Nel corso della serata abbiamo ricevuto informazioni varie sulla cura della nostra pelle e della nostra salute più in generale e abbiamo provato tutti i prodotti che potremmo usare durante la giornata per la cura del viso: tonico, scrub, varie creme, una maschera. Mi sono divertita, ho chiacchierato e per una sera mi sono rilassata e mi sono fatta bella. Non ho comprato niente e non so se lo farò, ma se vi volete divertire e rilassare per una sera e sperimentare qualche prodotto naturale di bellezza provate uno di questi beauty party! 

Concludo dicendo che a volte ci sembra di non avere il tempo di far nulla ( ve lo dice una che spesso si mette lo smalto in macchina per risparmiare tempo ), ma in realtà si può trovare il momento giusto per ogni cosa ed è più che giusto trovare il tempo per le cose che ci fanno bene e ci fanno stare bene. Se vi sembra impossibile vi dico che bastano carta, penna e un po' di buona volontà. Se vi date un obiettivo, se decidete di inserire qualcosa nella vostra routine quotidiana scrivetelo, mettetelo in agenda, vi sentirete più motivate a rispettare quell'impegno e una volta presa l'abitudine è tutto in discesa e questo vale per tutto. Ora sta a voi crearvi la vostra beauty routine!

domenica 5 marzo 2017

DIAMO I NUMERI

Dopo aver lasciato tutto in un angolo per un mese ( per rispettare la mia scadenza letteraria ) finalmente mi sto riappropriando del mio tempo, così ho ripescato alcuni articoli e suggerimenti che avevo messo da parte per parlarne un po' con voi. Oggi parliamo di numeri, percentuali e statistiche che ho trovato in un interessante articolo di Starbene. Il tema era: tutti a scuola di organizzazione. Ne parleremo anche nei prossimi post perchè gli spunti sono veramente molti, per iniziare vi riporto qualche dato molto significativo.

L'80% di tutto ciò che si archivia in ufficio va perduto.
Io ho letto questa percentuale e mi sono chiesta: com'è possibile? Non esiste. Io archivio tutto in modo meticoloso anche a casa, figuriamoci sul posto di lavoro. Ci sono raccoglitori per tutto, bene etichettati, divisi per anni, nel mio caso ( io lavoro in un consorzio ) ogni associato ha il suo raccoglitore, ogni banca, ogni pratica legale, i diversi tipi di documenti, i contratti e così via. Io poi ho un raccoglitore personale dove tengo tutti gli appunti e le istruzioni per i vari lavori che ho imparato a fare e per quelle procedure che si fanno raramente e ogni volta non ci si ricorda come, inoltre tengo un raccoglitore dove archivio in ordine alfabetico quei fogli che non hanno una collocazione ben definita, ma che non si possono semplicemente cestinare perchè prima o poi, ve lo garantisco, tornano utili. Il mio desktop è ben ordinato, con cartelle precise riferite alle diverse attività, alle diverse società, se cerco un documento so esattamente dove si trova e se ho dei dubbi al massimo posso dover scegliere tra due opzioni, non di più. Stessa cosa per le mail, cartelle chiare, che evitano fraintendimenti ad esempio io ho una cartella per le pratiche legali, una per i colleghi, una specifica per coloro che mi scrivono più spesso per poter rintracciare più in fretta certi messaggi, una per i soci, una per le banche, una per le mie mail personali; per le diverse società che seguo le sottocartelle sono le stesse che si ripetono perchè la logica di fondo non cambia. Il segreto è etichettare tutto e suddividere con logica quello che si deve archiviare, l'obiettivo è quello di poter trovare velocemente un documento quando lo si cerca. Non devono esserci mezze misure, in questo caso o è bianco o è nero, non ci possono essere fraintendimenti e magari prima di mettere un'etichetta con una bella scritta fatta con il pennarello indelebile fate le giuste considerazioni. Questo "argomento" è a sè stante? Ci sono già altri raccoglitori simili? E' un'esigenza temporanea? Nel caso siate dubbiose mettete una scritta a matita e nel giro di poco tempo vi dovreste accorgere se avete fatto la scelta giusta oppure no. In ogni caso è bene ogni tanto controllare cosa c'è sul fondo dei vostri cassetti, oppure perennemente fermo nella vostra vaschetta o direttamente sulla scrivania senza trovare mai la giusta collocazione, prima o poi ogni cosa deve trovare il suo posto.

In casa risparmieremmo il 40% del lavoro eliminando gli oggetti superflui.
Questa affermazione mi vede molto d'accordo, più passa il tempo più divento minimalista. Io tengo di tutto ( ben ordinato e archiviato ), mi piace essere circondata da foto e oggetti che parlino di me e della mia famiglia, mi dispiace buttar via le cose, ma ogni tanto occorre eliminare il superfluo. Ci sono oggetti che per quanto ci sforziamo non ci piacciono, non ci servono o smettono di esserci utili e allora perchè tenerli? Perchè lasciare che invadano la nostra casa e ci rubino il nostro spazio vitale? Non bisogna necessariamente buttare tutto in pattumiera, ci sono vari modi di disfarci del "di più". Per le cose in buono stato si può prima di tutto chiedere ad amici e parenti se le vogliono ( magari segretamente ci invidiano quel soprammobile che noi ormai detestiamo e non vedono l'ora di averlo ), lo stesso vale per i vestiti, altrimenti potete provare a venderli su e-bay o siti simili, potete darli a conoscenti che fanno i mercatini e dividervi il ricavato,  i libri potete portarli in biblioteca, io sfrutto anche la pesca di beneficenza organizzata ogni anno dall'oratorio ( soprattutto per dare via vecchi soprammobili o giocattoli ), potete prendere le cose che i vostri figli non usano e non mettono più e regalarli ad asili o scuole o ancora darli alla croce rossa o ad altre associazioni che raccolgono abiti e giochi. Insomma, quando una cosa non vi convince più non dovete lasciarvi trascinare nel circolo vizioso del "prima o poi lo userò" soprattutto se non è la prima volta che lo dite a proposito di quell'oggetto: eliminatelo e se proprio decidete di passare al cestino almeno seguite le regole della raccolta differenziata!

12 settimane: media all'anno del tempo che si perde alla ricerca delle cose.
Non ci posso pensare che tutti i minuti persi qui e là possano dare un totale così assurdo, avete idea di quante cosa più utili si possono fare in tutto quel tempo? sicuramente sì, quindi imparate a tenere in ordine le vostre cose così potrete impiegare decisamente meglio ben 12 settimane dell'anno. Il concetto basilare è usare quel minimo di logica che ciascuno di noi possiede per decidere dove mettere le cose, quando si decide che il posto per quella categoria di oggetti è uno non lo dovete cambiare ogni volta che ci mettete mano o alla fine non vi ricorderete più l'ultimo posto scelto e finirete sempre con il cercare le chiavi di scorta dove adesso ci sono le istruzioni degli elettrodomestici. E' ovvio che quando una certa sistemazione non è più funzionale va cambiata, ma non potete pensare di stravolgere ogni volta la vostra casa, soprattutto per i documenti importanti. Quando dovete riporre un oggetto prendetevi due minuti in più per metterlo al posto giusto, così l'avrete fatto consapevolmente, con una logica precisa, con una certa motivazione che poi vi rimarrà in mente, riuscirete anche a visualizzarvi nell'atto di riporre quella cosa in quel posto preciso e questo vi permetterà di ritrovarla con estrema facilità invece di perdere tempo in una inutile ( e assolutamente evitabile ) caccia al tesoro.

16 ore all'anno si sprecano a caccia delle chiavi.
Anche questo accade perchè abbiamo la tendenza a gettare le chiavi nel primo posto che capita quando entriamo in casa, senza pensarci e poi finiamo inevitabilmente a cercarle in ogni dove tranne che nel posto giusto. Se la prima cosa che fate entrando dalla porta è sbarazzarvi delle chiavi fate in modo che quello diventi il loro posto definitivo: mettete un piatto oppure un cestino destinato a quello oppure mettete degli appendichiavi proprio accanto all'ingresso ( ce ne sono di molto belli e originali ). Se non vi piace che stiano in vista destinate loro un cassetto o comunque un posto ben preciso e sforzatevi di non abbandonarle per casa, all'inizio magari faticherete un po' ma poi subentrerà l'abitudine. Io personalmente ho tre mazzi di chiavi: quello della casa dei miei genitori, quello di casa mia, le chiavi della macchina. Ognuno di essi ha il suo posto ben definito che non cambia mai e così risparmio 16 ore all'anno in cui faccio altro e sicuramente mi diverto di più.

Adesso coraggio, mettete ordine nelle vostre case e decidete cosa fare in tutto il tempo che risparmierete!

martedì 28 febbraio 2017

                                     RISPETTARE UNA SCADENZA IMPORTANTE

Buonasera a tutti, sono tornata! Sono sparita per un po', lo so, ma avevo una scadenza importante da rispettare e ho dovuto scegliere su cosa concentrarmi. Come vi dicevo nell'ultimo post mi sono iscritta a un concorso letterario e il termine ultimo per la presentazione delle opere è oggi: 28 febbraio 2017. Io ho consegnato la mia ieri, non è stato affatto facile quest'ultimo mese, ma sono sopravvissuta. 
Quando si ha una scadenza da rispettare bisogna necessariamente organizzarsi, pianificare o si rischia di non riuscire a stare nei tempi, nel mio caso avevo un mese e mezzo per finire di scrivere un libro di cui avevo già pronte una trentina di pagine e per fortuna ben chiara in mente la trama. Prima di tutto ho scadenziato i capitoli da scrivere: uno al giorno. Così facendo avrei dovuto finire la stesura verso il 15 di febbraio e avrei avuto ancora un paio di settimane per la revisione. Le cose non sono andate affatto così, certi giorni sono riuscita a scrivere anche due capitoli ( per fortuna ) ma altri nulla, alla fine ho più o meno rispettato il mio piano, ma poi il libro era troppo corto, così l'ho riletto aggiungendo righe su righe, a una settimana dalla scadenza ho dovuto aggiungere altri quattro capitoli e poi di nuovo ho riletto e aggiunto e sistemato. In questo ultimo mese ho dovuto darmi delle priorità, ho lasciato da parte il blog perchè ogni volta che accendevo il pc mi dedicavo al libro, ho letto un po' meno del solito, ho tenuto in ordine la casa, ma mi sono fatta aiutare a gestire le incombenze domestiche, ho aiutato mio figlio a fare i compiti, ma senza approfondire, nonostante tutto ho dedicato del tempo a vecchie e nuove amicizie perchè ogni tanto una pausa ci vuole. Una volta terminata la prima stesura ho riletto e sistemato tutto non so quante volte, stando sveglia anche fino a tardi, ma senza esagerare, primo perchè abbiamo bisogno di dormire, io in particolare soffro se dormo meno di otto ore a notte, figuriamoci farlo per più giorni consecutivi ( di giorno divento isterica ) e secondo perchè la concentrazione giornaliera sul posto di lavoro non deve risentirne. Certo, occorre fare dei sacrifici, ma non dobbiamo chiedere a noi stessi più di quanto possiamo dare. 
Se avete una scadenza improrogabile da rispettare dovete fare una sorta di piano di battaglia prima di cominciare, il rischio se no è di prendervela comoda convinti di avere tutto il tempo e poi finire a non dormire la notte perchè vi siete accorti di essere tremendamente in ritardo. Dovete cercare di portare avanti il progetto un passo alla volta, piccoli passi ben calibrati, con la consapevolezza che se la scadenza è stringente ci saranno altre cose che dovrete necessariamente trascurare. Questo non significa però che dobbiate rinunciare a qualche pausa, a un po' di tempo per voi perchè far riposare la mente stanca è fondamentale per mantenere la concentrazione. Quindi ricordatevi di non stra fare. Portare avanti un progetto con una scadenza vicina è possibile a patto che pianifichiate bene le vostre mosse e non esageriate, perchè caffè e poche ore di sonno possono essere validi strumenti per qualche giorno, ma poi si trasformano nel vostro peggior nemico. Credete in voi, ma senza pretendere l'impossibile da vostri corpo e mente, se no diventa controproducente, ma soprattutto tenete bene a mente il vostro obiettivo, la vostra motivazione perchè quello è ciò che serve quando vi sentite giù, stanche; quando sembra impossibile farcela ricordatevi cosa vi ha spinto a cominciare, ritroverete lo stesso slancio e la stessa energia per andare avanti.

E adesso fatemi un grosso in bocca al lupo e incrociamo insieme le dita!

domenica 5 febbraio 2017

31 ANNI E SENTIRSELI... ALLA GRANDE

Buon compleanno a me! Ieri sono passata a 31...e devo dire con un po' di ansia, nel senso che l'anno scorso è stato quello di passaggio agli -enta ma adesso ci siamo proprio entrati. Comunque l'ingresso è andato bene. Se devo fare un riepilogo dell'anno appena trascorso posso dirmi soddisfatta, è stato un anno di cambiamenti, di inizi, di prese di posizione, il nuovo mi auguro che sia quello dei buoni propositi, delle realizzazioni, della determinazione. 
Quest'anno ho festeggiato con del buon cibo, ieri sera cenetta per due all'Osteria del campanile e oggi pranzo in famiglia Da Aldo. Non c'è niente di meglio che passare del tempo con le persone più care. Ho ricevuto tanti auguri e ringrazio tutti, anche i ritardatari e anche chi non si è ricordato, ma so che si ricorda comunque di me, ho sorriso ad ogni messaggio e ad ogni ricordo. 
Come ogni anno ho lasciato indizi per i miei regali che sono stati bene accolti, io stacco dai giornali le pagine delle pubblicità che mi piacciono, dico spesso "Che bello!" e so che la mia famiglia ascolta e si affida ai miei suggerimenti, così io ho la sorpresa ( perchè non so cos'hanno scelto ) ma sono sicura ( e loro anche ) che il regalo mi piacerà. Uso la stessa tecnica anche a Natale e vi assicuro che risparmia fatiche e delusioni. 
Quest'anno a livello pratico non ho dovuto organizzare granchè per il mio compleanno, ma un po' di organizzazione mentale l'ho fatta: ho rivisto i miei obiettivi, mi sono chiarita le idee su cosa voglio dal futuro e mi sono assicurata di essere sulla strada giusta per andare dritta in quella direzione. 
Abbiamo deciso di vendere casa, al momento non c'è nessun acquirente in vista, ma nel frattempo abbiamo dato un'occhiata a cosa offre il mercato, certo bisognerà scendere a compromessi, ma sono andata a ripescare un vecchio foglio in cui avevo annotato cosa dovrebbe avere la mia casa ideale e ogni tanto me lo riguardo perchè voglio andarci il più vicino possibile.
Mi sono iscritta a un concorso letterario, comunque vada voglio ridare più spazio alla scrittura che resta "quello che voglio fare da grande" e non ho nessuna intenzione di andare a rilento, il che equivale quasi a stare ferma, solo perchè un altro lavoro ce l'ho già, scrivere per me non è un hobby, è un sogno a cui non voglio rinunciare.
Mi sono guardata allo specchio e mi sono analizzata come compagna, madre, figlia, amica e come già detto il nuovo anno deve portare più spazio per le relazioni, quindi fervono gli incontri.
Ogni settimana, quando faccio i mestieri, mi concentro su angolo della casa che ribalto da cima a fondo per eliminare quello che non serve, quello che non mi appartiene più, per spostare tutto e rimetterlo a posto, ma in modo diverso perchè se cambio io la casa cambia con me.
Ogni giorno metto una cosa diversa, sto facendo passare davvero tutto quello che c'è nell'armadio con la stessa logica di voler eliminare i vestiti in cui non mi vedo più, di scovare vecchi capi che sono tornati di moda, di regalare accessori che continuo a tenere senza poi usarli mai, di fare spazio per i nuovi arrivi che parlano della nuova me.
Insomma un vero processo di rinnovamento che non si ferma, non si esaurisce, che fa il giro e poi riparte, come su una giostra, perchè il nostro contesto familiare cambia, le esperienze un po' ci cambiano, i nostri desideri e le nostre priorità possono cambiare. Siamo sempre in movimento e non dobbiamo dimenticarlo, ogni tanto dobbiamo fare un check up di quello che siamo e di quello che vogliamo per evitare di adagiarci nella routine che è tanto rassicurante quanto pericolosa.

31 anni e sentirseli alla grande, è così, sono felice, consapevole delle possibilità e dei limiti che ho, consapevole di quella che sono e di quello che voglio, felice perchè so che amo ciò che faccio e faccio solo ciò che amo.

Il consiglio per uno splendido compleanno? Fate una bella chiacchierata con voi stessi, definite la strada che state percorrendo, circondatevi delle persone che amate, fate solo ciò che vi fa stare bene. Banale? No, semplice. 



Grazie ancora a tutti per gli auguri e tanti auguri a me!!



domenica 29 gennaio 2017

RIORGANIZZIAMO IL BAGNO


Ieri ho fatto delle pulizie di primavera anticipate per il bagno. Ho pulito tutto da cima a fondo, passato in ogni angolo, spruzzato, schiumato, risciacquato. Poi però ho anche svuotato tutti gli armadietti e li ho un po' risistemati perchè siano più funzionali alla ricerca di quello che ci serve.
Il risultato è stato questo:

- un ripiano per piastra, ferro, shampoo, gel, lacca, schiuma e creme varie per i miei capelli;
- un ripiano per il phon;
- un ripiano con shampoo e lozioni capelli per lui;
- sul ripiano più in alto ho messo alcune cose che non uso tanto spesso o che sono di scorta, per esempio un barattolo di sapone liquido, una bustina, una spugna ancora confezionata;
- un ripiano è tutto per i miei smalti, ben ordinati e raggruppati per colore;



- un ripiano è interamente dedicato alle medicine, ho buttato via quelle che erano scadute, ho messo nell'angolo i cerotti, le garze e il termometro e infine disinfettante e amuchina gel;
- un ripiano è per depilazione e igiene intima;
- un ripiano è tutto per il mio bambino, shampoo, bagnoschiuma, spugna, creme, gel;
- due ripiani sono dedicati al mio compagno e lì non metto il naso, lascio lui libero di gestire lo spazio che gli ho lasciato.

Vorrei sistemare anche le sue cose, ma mi trattengo, non necessariamente come metterei a posto le sue cose per lui andrebbe bene, le sposterebbe e a me verrebbe il nervoso, meglio lasciar perdere perchè comunque lui non rimette tutto com'era prima invece questa è una cosa fondamentale, le mie cose tornano esattamente al loro posto perchè per me non è solo una questione organizzativa, ma anche estetica. Quando apro le antine del bagno mi piace vedere che anche lì tutte le cose sono ordinate e al loro posto.




Ho messo in bella vista il cestino in cui ho raccolto tutti i campioncini che ho di creme, profumi e bagnoschiuma. Infine ho risistemato i due ripiani interni dello specchio, ci ho messo i trucchi, i profumi e le creme per il corpo, tutto diviso per colore perchè visivamente mi piace di più. Anche per i trucchi ho eliminato quelli troppo vecchi, oppure le trousse in cui erano rimasti solo quei colori che uso forse una volta all'anno. Adesso cerco di usare ogni giorno almeno rossetto o lucidalabbra e per gli occhi i colori neutri se non mi va un trucco più pesante con l'obiettivo di finire quello che ho accumulato nel tempo. C'è stato un periodo in cui fra acquisti e regali mi si è formata una scorta di prodotti di bellezza che però non uso sempre e che rischiano di restare lì per un tempo infinito, cosa che comunque non va bene. Io faccio sempre fatica a buttare via cose che potrei usare ancora, ma quando non è il caso di esagerare non lo è, così mi sono organizzata. Un poco tutto i giorni e il problema pian piano si risolve. Alla peggio posso dare i trucchi a mio figlio per fare dei disegni originali, oppure posso rovesciare in un vasetto o in una bottiglietta carina le polveri che insieme a sassolini o perle colorate servono a creare un soprammobile originale. 
Se scopro altri modi di riutilizzare vecchi trucchi ve lo faccio sapere, per ora vi saluto con l'augurio di una buona serata, a presto!


giovedì 26 gennaio 2017

NEI MIEI JEANS

Il jeans fu inventato dal sarto Jacob Davis nel 1871 per essere brevettato con Levi Strauss il 20 maggio 1873. Sono quasi 150 anni che questo capo di abbigliamento fa parte del nostro guardaroba. Chi di noi non ha un paio di jeans nell'armadio? Parliamone...uno? E poi non solo pantaloni, ma gonne, giubbotti, camicie, vestiti, jeans lunghi, corti, larghi, stretti, insomma ce n'è per tutti i gusti. Quando facevo le medie andavano di moda le salopette, quando facevo le superiori più larghi erano e meglio era, quando sono diventata più grande è arrivato il momento della forma a sigaretta. In ogni epoca non avrei mai creduto di indossare qualcosa di diverso, ma poi le ho provate tutte.
Nel 1937 il jeans appare per la prima volta sulle pagine di Vogue, entrando così nella storia della moda e da allora si sono viste tutte le forme e le sfumature possibili. Per me i jeans stanno bene con le scarpe da ginnastica, ma anche con un bel tacco 12, infilati negli stivali, con le ballerine, con i doposci e con le infradito, insomma si adattano ad ogni occasione. 
Il bello è che con un paio di jeans puoi farci di tutto. Negli anni passati mi sono fatta fare vestiti per la barbie, ho tagliato pantaloni lunghi per averli corti, ho fatto inserire degli inserti di colore diverso dal ginocchio in giù per allargarli e anche per allungarli mantenendo la forma a zampa di elefante, ho applicato brillantini e ricami, ho messo toppe sugli strappi al sedere, ho messo jeans con più strappi che stoffa, ho trasformato un paio di pantaloni in una gonna al ginocchio, ho usato pezzi di jeans per fare delle borse, ho sfruttato il fatto di avere una zia sarta per sperimentare. 
Se avete nell'armadio un paio di jeans che non mettete più pensateci bene prima di buttarli via, si possono trasformare in mille modi e se non avete l'ispirazione giusta sappiate che prima o poi quel modello tornerà di moda e tornerà a piacervi. A volte comunque basta un'applicazione, un ricamo, un po' di lustrini, un bordo colorato, un risvolto e cambia tutto. Si possono fare gli strappi oppure chiudere quelli che ci sono già, basta mettere una toppa che può essere tono su tono oppure di un colore diverso, a fantasia, di pizzo. Io ho provato anche a farci dei disegni con i colori per tessuto oppure a ricamarli. Se sono rovinati in basso potete farli diventare corti, oppure trasformarli in una gonna o anche in una borsa. 
Prometto di cercare le foto di tutti i miei diversi esperimenti e di pubblicarle sul blog o su Instagram!

Ho sudato per avere i miei primi Levi's, ho amato i Roy Rogers in cui a un certo punto non sono proprio più riuscita ad entrare, ho conservato quelli più rotti e rattoppati perchè li adoro, mi sono regalata la versione con bandana di Chiara Ferragni. I jeans sono parte della nostra vita, ci accompagnano nei momenti indimenticabili, perciò sbizzarritevi con gli abbinamenti, osate, personalizzate, liberate la fantasia, siate creativi, cercate spunti su internet o sulle riviste e poi metteteci il vostro tocco personale, è anche divertente! 




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domenica 22 gennaio 2017

TUTTI ALLO STADIO

Buona domenica a tutti! Oggi vi racconto della sorpresa che abbiamo fatto martedì al mio bimbo: l'abbiamo portato per la prima volta a San Siro. C'era una partita tranquilla, i biglietti a € 10,00 e così ne abbiamo approfittato. Non gli abbiamo anticipato niente, dopo cena ( cena leggera ) gli abbiamo detto che andavamo a fare un giro in macchina, l'abbiamo coperto per bene e siamo partiti, dopo aver parcheggiato gli abbiamo detto che avremmo fatto una passeggiata e solo quando siamo stati molto vicini gli abbiamo fatto indovinare la nostra destinazione. Era felicissimo e noi anche, vedere il suo entusiasmo, la sua curiosità, percepire la sua gioia, vederlo sorridere è stato impagabile. 
Ora però vi dico come ci siamo organizzati e protetti dal freddo di gennaio.
Al mio bambino ho messo un paio di collant ( che gli avevo preso per quando giocava a calcio ), pantaloni della tuta, scarpe da ginnastica, canottiera, maglietta del pigiama ( così dopo sarebbe stato più facile infilarlo a letto se fosse arrivato a casa addormentato ), una felpa molto pesante, giubbotto, sciarpa, guanti e cuffia. Io ero vestita esattamente nello stesso modo. Quando siamo arrivati, dopo una lunga camminata, avevamo quasi caldo, per fortuna sulle tribune non c'era vento e il primo tempo è passato senza problemi. Ognuno di noi si è portato un cuscino da mettere sotto il sedere per sentire meno freddo o dietro la schiena per stare più comodi: molto, molto utile! Per il secondo tempo però ho sfoderato la mia arma segreta: un super plaid, morbido e caldissimo da mettere sulle gambe, direi che è stato fondamentale, soprattutto considerando che abbiamo assistito anche ai tempi supplementari. Vi assicuro che a parte un po' di freddo ai piedi l'ultima mezz'ora siamo stati benissimo, l'importante è avere più strati, coprire le mani e le orecchie e non usare subito la coperta.
Io mi sono portata uno zaino, ci ho messo il plaid e uno smanicato pesante di scorta per il mio bambino, fazzoletti, burrocacao e telefono, biglietti e documenti di tutti e tre. Avendo parcheggiato lontano è stato più comodo avere lo zaino sulle spalle invece di una borsa, una volta seduti l'ho appoggiato per terra senza troppe preoccupazioni e portando poche cose la perquisizione è stata velocissima, del resto non serve molto. Vi consiglio eventualmente di portare qualcosa da mangiare, io eviterei da bere, primo perchè non si possono portare bottigliette con il tappo all'interno dello stadio e poi perchè con questo freddo quasi certamente dovrete cercare il bagno e personalmente eviterei, comunque se siete meno schizzinose di me dentro lo stadio vendono di tutto e nulla vieta di prendersi un bel caffè caldo. Per quanto riguarda i posti noi abbiamo scelto la fila più in alto del settore e i primi tre posti vicino alle scale, così non avevamo dietro nessuno, eravamo in alto, si vedeva bene e c'era lo spazio per sgranchirsi le gambe e muoversi un po', utile soprattutto perchè il mio bambino non sta mai fermo e così poteva muoversi senza disturbare e senza dover andare lontano rischiando di perdersi tra la folla. 
Insomma, portare i propri figli allo stadio è una bella esperienza, c'è un'atmosfera magica, sentire il tifo, esultare per i goal, vedere tante persone condividere quello che succede in campo, partecipare della gioia della propria squadra, fare amicizia con i tifosi vicini, è bello. Certo lo stadio può essere pericoloso, per questo se avete bambini piccoli è meglio scegliere una partita non troppo movimentata, noi poi eravamo lontani dalla curva quindi si sentivano i cori, ma non si capivano tutte le parole e così abbiamo evitato parolacce gratuite, ci siamo coperti bene e ci siamo divertiti. 
Se siete tifosi coraggio, si può sfidare l'inverno, basta prendere qualche precauzione e potrete vivere questa esperienza insieme ai vostri bambini che ne saranno entusiasti e felici, penso che il mio bimbo lo racconterà a tutti per almeno sei mesi...almeno!