giovedì 20 ottobre 2016

AL MOMENTO GIUSTO


Non tanto tempo fa ricordavo con un'amica i tempi in cui si stava sempre sui libri, calcolando al secondo quante pagine studiare ogni giorno, tipo: capitolo 1 in un'ora poi pausa caffè, capitolo 2 entro le 11:00 poi pausa bagno, ripetere tutto e pausa pranzo, capitolo 3 entro le 15:00 poi merenda, capitolo 4 entro le 17:00 poi doccia, ripetere tutto e cena e ogni giorno programmi simili per preparare verifiche ed esami. Beh, sicuramente molti di voi non erano così, ma noi eravamo determinate e ben organizzate. Comunque mi accorgo che questa tendenza mi è rimasta nel dna, la tendenza a cercare il momento giusto per fare le piccole cose. Ci pensavo oggi, lo faccio spesso al lavoro quando per esempio leggo un messaggio mentre aspetto che lo scanner elabori un documento oppure faccio partire un fax e vado in bagno così quando torno recupero l'esito e vado avanti a lavorare, quando verso le 10:00 mi dedico a un lavoretto breve per arrivare al momento della pausa caffè e poi riprendere, insomma piccoli spazi presi fra un impegno e l'altro per spezzare la routine e sgomberare un attimo la mente. E' un modo automatico di gestire le varie attività che mi dà l'impressione di perdere meno tempo, come quando chiamo l'ascensore e poi chiudo la porta a chiave per non stare ferma ad aspettare. A volte faccio così mentre aiuto mio figlio a fare i compiti, lo seguo per un po', poi lo lascio fare un esercizio da solo e intanto io vado in bagno, mando un messaggio, svuoto la pattumiera, sistemo un cassetto, archivio un documento, insomma faccio qualcosa di breve fra un esercizio e l'altro. Lo faccio anche quando ho una lista di cose da fare e devo scegliere l'ordine delle priorità, inizio con qualcosa di lungo e impegnativo e nel mezzo mi prendo qualche pausa per fare le altre piccole cose.  Anche stasera avevo una lista, adesso sono al pc a scrivere, ma quando mi accorgo che perdo il filo o che non so più cosa dire mi fermo un attimo e faccio altro, poi riprendo. Può sembrare controproducente spezzare così tanto il lavoro, ma non è detto. A volte è meglio non distrarsi e tenere duro, senza interruzioni per portare a termine un compito, a volte invece può essere utile fare qualche piccola pausa, giusto per sgranchirsi le gambe, per prendere una boccata d'aria, per mandare in pausa un attimo il cervello. Ecco, per esempio, proprio ora cercavo un finale e siccome non mi veniva in mente niente sono andata a stendere i panni, adesso chiudo e vado a fare le altre cose che avevo sulla lista, anche se temo che dovrò rimandarne qualcuna a domani perchè ho un pochino sonno... 
Comunque a chi come me è un po' fanatico del "non perdiamo tempo, odio aspettare" ricordo che ci sono tanti momenti in cui stiamo fermi a far niente, sta a noi scegliere se riempirli con qualcosa o se prenderci proprio una pausa dal mondo e goderci il dolce far nulla...che a volte ci vuole. E infine, giusto per la cronaca vi dico che porto sempre con me un libro perchè potrebbe capitare di avere un po' di tempo da riempire e per me non c'è niente di meglio di un po' di sana lettura!

lunedì 10 ottobre 2016

CASALINGA PERFETTA PER UNA SERA

Ciao a tutte, sono un po' stanca quindi non so bene cosa uscirà da questo post, ma dopo una settimana di silenzio meglio questo di niente. Detesto quando non riesco a rispettare le mie scadenze, ma la scorsa settimana ogni sera c'era un impegno: riunione condominiale, compiti, una sera con le amiche, compiti, discussioni in famiglia e week end ancora più pieno perciò mi sono ritrovata oggi con una lista infinita di cose da fare che ho lasciato indietro nei giorni scorsi. Stasera però, al rientro dal lavoro, dopo aver fatto anche un po' di straordinari, mi sono sentita la casalinga perfetta. Sono entrata in casa poco prima delle 19:00, ho preparato un dolce, uno di quelli veloci della Cameo che mi guardava da un po' e rischiava di scadere, ho preparato la cena ( per me che odio cucinare concepire tre primi diversi e un secondo e azzeccare i gusti di tutti è stato un vero successo ), alle 20:00 abbiamo cenato tutti insieme, poi ho sparecchiato, ho caricato la lavastoviglie, ho fatto fare un compito al mio bimbo, l'ho preparato per la notte, ho sistemato la cameretta, ho portato fuori la carta, ho messo via tutto quello che c'era in giro, mi sono lavata i denti e ora sono qui davanti al computer. Non so quante delle cose che prevede la mia lista riuscirò a fare dopo aver spento il pc, ma ne ho comunque cancellate una buona parte e credo che con domani mi rimetterò in pari. La cosa bella è che per una sera mi sono sentita davvero la casalinga perfetta, capace di fare tutto e di accontentare tutti, è una bella sensazione che ora porto con me, che mi ha dato l'energia per non fermarmi e continuare a fare cose nonostante la stanchezza ( perchè se mi fermo anche solo per un attimo poi il divano ha la meglio su di me e non combino più nulla ). Stasera mia mamma mi ha chiesto "Ma cos'hai sempre da fare?", l'altra sera ho avuto un confronto con il mio compagno proprio su tutte le cose che faccio e che a volte mi portano a isolarmi un po'. Sto esagerando? Ogni tanto forse lo faccio, ma poi torno in carreggiata perchè comunque le persone sono più importanti delle cose, è vero che tutto quello che faccio ha alla base una forte motivazione e degli obiettivi da raggiungere, è vero che se certi sacrifici non li faccio ora non li farò di certo fra vent'anni, ma è anche vero che se non sto attenta fra vent'anni o anche meno sarò rimasta sola. Bisogna sempre trovare il giusto equilibrio. Comunque per tornare a noi, volevo solo rendervi partecipi della mia soddisfazione, dopo aver lasciato i miei due uomini sul divano giravo per casa sistemando una cosa qui e una là, ho messo via scarpe e vestiti, riordinato giornali e cose sparse per la casa, rinnovato il centrotavola, tutto con una logica che è solo nella mia testa. Ho fatto quello che dovevo per la famiglia, per la casa e ora faccio qualcosa per me. Quasi quasi mi si chiudono gli occhi, ma sento ancora quella bella sensazione di prima, fra un po' andrò a letto soddisfatta e serena. Ci sono momenti in cui dare priorità a noi stesse e momenti in cui non lo si può fare, ma occuparci delle persone che amiamo è talmente bello che poi si riesce a fare qualunque cosa...va beh, come vi dicevo all'inizio non so esattamente che senso dare a questo post, tutto quello che mi viene da dire tra uno sbadiglio e l'altro è questo: sapere di aver dato il meglio, senza strafare, sia sul lavoro che a casa, mettendoci impegno e amore è la miglior ricetta per arrivare a sera consapevoli di aver fatto bene, serene e sorridenti nonostante il sonno e la fatica, non importa se non abbiamo spuntato tutto quello che c'era sulla lista, l'importante è che abbiamo dato il meglio di noi stesse e allora possiamo addormentarci soddisfatte. Io stasera lo sono di sicuro perciò vi saluto con sorriso e vado a nanna. Buonanotte!

domenica 2 ottobre 2016

BUONI PROPOSITI E TABELLE DI MARCIA


Ieri leggevo l'editoriale di Starbene del direttore Annalisa Monfreda e ho deciso di parlarvi dei miei buoni propositi e di qualche trucco per far sì che non rimangano solo tali.
Di solito al rientro dalle vacanze siamo piene di buoni propositi che in genere con la ripresa del lavoro e poi con l'inizio della scuola e di tutta la routine connessa vengono meno perchè ci si ritrova nel vortice di scuola-compiti-attività extrascolastiche-catechismo-ufficio-mestieri-impegni e in un attimo arriva sera e quasi non sappiamo nemmeno noi come abbiamo superato la giornata. Il mio principale buon proposito ( dopo un rientro in ufficio disastroso ) è quello di andare con più calma. Per tener fede a questo proposito mi sono fatta una tabella di marcia: ogni giorno ho messo una cosa da fare diversa. Il mio problema è che voglio fare sempre milioni di cose, ma così, quando ho del tempo per me, finisce che non so decidermi e poi non combino nulla, oppure dò la precedenza sempre alle stesse cose trascurandone altre, invece così cerco di tenere uno schema che mi aiuta a fare un po' di tutto durante la settimana. Ovviamente non sono rigida, se ho degli impegni, se quel giorno sono stanca, se ci sono degli imprevisti lascio perdere o faccio altro, poi eventualmente nel week end mi dedico a quello che non ho potuto fare nei giorni precedenti. Dopo aver scritto la mia tabella di marcia mi è venuto in mente il trailer del film "Il piccolo principe", quando la mamma mostra alla figlia quella tabella immensa in cui è stata pianificata la sua vita ora per ora, ecco no, non sono così e non voglio arrivare a quel livello di organizzazione, ma avere una guida, una traccia da seguire mi aiuta a raggiungere i miei obiettivi e a mantenere i mie buoni propositi. Per esempio nella mia tabella di marcia c'è la lezione di danza del mercoledì, una corsa nel week end, un libro a settimana da leggere, il mio blog, un po' di tempo da dedicare al libro che sto scrivendo. Il consiglio è quello di non riempire troppo la vostra agenda, mettete dei punti fermi e lasciate un po' di spazio per l'improvvisazione. Se tra i vostri buoni propositi c'è quello di tenervi in forma o stare a dieta ricordatevi che l'esercizio fisico deve essere costante, ma deve farvi stare bene, non essere un peso, quindi scegliete bene l'attività a cui dedicarvi e non esagerate con la frequenza e l'intensità, soprattutto all'inizio. Una cosa semplice che può essere di aiuto è quella di portare con voi il contapassi che almeno vi sprona ad alzarvi più spesso dalla sedia per cercare di arrivare il più vicino possibile ai 10.000 passi al giorno consigliati. Per quanto riguarda l'alimentazione l'importante è non fare diete fai da te ma seguire i consigli di un esperto, se volete solo mangiare più sano fate una specie di menù settimanale che prevede un po' di tutto, vi consiglio di dare un'occhiata alle proposte di Starbene, ci trovate menù per ogni esigenza. Io ormai ho ceduto il posto ai fornelli al mio compagno, ma per esempio lui cucina con le spezie e non con il sale, ogni giorno porta in tavola una porzione di frutta e verdura, cerchiamo di mangiare pesce almeno una volta alla settimana, insomma basta usare un po' di buon senso. Il direttore Monfreda parla anche di "mai arrivare ad avere sete", questo è anche uno dei miei buoni propositi, spesso mi accorgo che arrivo alle 5 del pomeriggio e ho bevuto sì e no mezzo bicchiere di acqua, male! Il mio trucco è diventato questo: tenere accanto a me la bottiglietta dell'acqua. Mi sono imposta di bere ogni tanto e arrivare all'ora di pranzo con la bottiglia vuota, poi la riempio durante la pausa e la tengo sempre vicino a me per finirla prima di uscire dall'ufficio. Se alle 13:00 e alle 18:00 la bottiglietta non è vuota la finisco, vi assicuro che se vi siete dimenticate di bere durante le ore precedenti alla fine svuotare tutta la bottiglia in un colpo solo non è semplice, ma se vi obbligate a farlo il giorno dopo vi ricorderete di bere un po' alla volta. Infine ultima dritta sempre dal numero 39 di Starbene: meno stress, meno pancia, una ragione in più per stare calmi e rilassati. Vi posso dire che nelle ultime due settimane ho cercato di fare una cosa alla volta ( anche se l'istinto mi dice di farne almeno 3 ), di non continuare a guardare l'orologio, di rivedere un po' le mie aspettative su quante cose fare in 8 ore di lavoro, di fermarmi a respirare fra una cosa e l'altra, di fare pausa quando mi rendo conto che non ce la faccio più. Il risultato è che sono stata più consapevole di quello che ho fatto, ho ridotto il rischio di errore e ho avuto la sensazione che il tempo scorresse più lentamente. 
Il consiglio della settimana? Scegliete quali buoni propositi portare avanti per questo autunno, siate determinate, studiate qualche trucco per aiutarvi a non mollare e se per questo vi serve qualche suggerimento scrivetemi.

susygilmore@gmail.com 

In bocca al lupo!

giovedì 29 settembre 2016

BALLIAMO?


Nella vita si balla, si balla per davvero ( a lezione di danza, a teatro, in discoteca, nella propria stanza, in giro per la casa ) e si balla in senso metaforico quando rimbalziamo tra un impegno e l'altro. Ieri ho fatto lezione di danza dopo anni di pausa: è stato splendido e terribile nello stesso tempo. Non sono più abituata, quindi lo sforzo fisico si è sentito ( anche se pensavo di sentire più male oggi ) ma la sensazione provata nel muovere quei passi è stata impagabile, mi mancava. Così adesso devo decidere se continuare per tutto l'anno, se decidessi di sì il mercoledì dovrei uscire dall'ufficio puntuale alle 17:45, passare a casa dei miei, controllare che mio figlio abbia fatto i compiti, lasciarlo lì a mangiare, andare a lezione dalle 19:00 alle 20:00 e poi recuperarlo mentre torno a casa. Da un lato so che sarà impegnativo, ma dall'altro sono tentata perchè in quei sessanta minuti potrei sfogarmi un po', potrei lasciarmi andare sulle note di canzoni che non so, ma che mi danno ugualmente energia. Non sono una ballerina, non lo sono mai stata, ma mi sento come se lo fossi, sono consapevole dei miei limiti e con questa consapevolezza cerco di fare del mio meglio, dò più importanza alle sensazioni che provo. Questo post non vi spiega come organizzare corsi di danza ( anche se il nostro è stata un'improvvisata/rimpatriata e in fondo basta trovare una sala dove poter accendere uno stereo ) ma ho voluto scrivere per dire che se avete un hobby, una passione, qualcosa che vi piace fare dovreste trovare il modo di farlo, ormai ci sono corsi a tutte le ore e in ogni luogo, può essere vicino a casa oppure vicino all'ufficio, può essere anche lontanissimo, ma se vi fa star bene la strada non sarà un peso. So che è difficile conciliare tutto, si devono fare dei sacrifici, più che altro bisogna fare delle scelte, perchè noi donne, noi mamme, noi mamme che lavoriamo comunque sia abbiamo bisogno di prenderci del tempo per noi stesse, perchè ce lo meritiamo, per non impazzire,  per sentirci padrone della nostra vita, del nostro tempo, perchè non è vero che non si può, in genere non lo si vuole veramente. L'anno scorso al mercoledì mio figlio aveva gli allenamenti di calcio e non ho seguito il corso di danza che c'era allora, non sarei mai arrivata in tempo, ma non ne ho cercati altri, ho scelto di fare una cosa diversa: andavo a correre. Quest'anno potrei, dovrei incastrare un po' le cose, ma penso che dirò di sì, perchè quando si balla, nella vita, tra impegni che ci fanno comunque stare bene allora ballare è divertente. 
Quindi oggi vi dico ballate, nel senso che più vi piace, ma tenete alto il volume della musica e ballate!

domenica 25 settembre 2016

CAMPIONESSA DI TETRIS


L'altro giorno riordinavo le cose sparse sul cassettone, mettendo vicino tutti i promemoria dei vari appuntamenti all'improvviso ho realizzato che era tutto concentrato il 23! Vedevo 23 ovunque: portare mio figlio dal dentista, poi portarlo alla prima lezione in piscina e poi appuntamento in agenzia immobiliare. Per 5 secondi mi sono bloccata presa dal panico, poi è subentrata la modalità da navigatore "ricalcola percorso" e mi sono organizzata. Uscita dal lavoro con un po' di anticipo ( per fortuna ho sempre delle ore in più da sfruttare nel momento del bisogno ) mi sono fatta trovare alle 15:55 puntuale davanti allo studio del dentista dove il mio bimbo è arrivato accompagnato dal nonno, in mezz'ora avevamo brillantemente superato il controllo. Abbiamo fatto una passeggiata fino al bar dove lavora la zia Silvia per recuperare dei documenti e poi siamo tornati a casa, mentre lui faceva merenda io ho preparato la borsa della piscina: accappatoio, costume, ciabatte, cuffia, cambio, necessario per la doccia. Ore 17:00 siamo usciti di casa ( lasciando dietro di noi un vero disastro ) e siamo andati in piscina, essendo la prima volta ho voluto arrivare in anticipo e abbiamo fatto bene. Ho scoperto che devo portarmi le ciabatte anch'io, quindi ho dovuto per quel giorno comprare le sovrascarpe, poi abbiamo occupato un armadietto, lui si è cambiato e siamo andati a conoscere la maestra Giulia. Ore 17:50 è iniziato il corso ed è arrivata mia mamma alla quale ho spiegato dove avevamo lasciato le nostre cose e dopo aver guardato un pochino il mio bimbo che sguazzava felice nell'acqua sono andata all'appuntamento in agenzia immobiliare. Sono arrivata spaccando il minuto alle 18:20. Ho portato tutti i documenti che dovevo ben divisi in cartelline trasparenti con inserito, in ognuna, l'elenco di quanto contenuto. Concordato che mio figlio restava a cena dai nonni alle 19:00 sono tornata a casa, cenetta a due e un po' di relax prima di sprofondare nel sonno. Sabato ho deciso di sbrigare subito gli impegni fuori casa: comune, biblioteca, spesa e poi mi sono dedicata alla casa, ho pulito tutto da cima a fondo incastrando nel mezzo anche i compiti, oggi finiamo matematica e finalmente ci rilassiamo un po' sul divano. Mi sento come se stessi giocando a tetris: incastra bene i pezzi e vincerai. Proprio oggi ho letto un link della 27 ora in cui una mamma anonima scrive a Beppe Severgnini dicendo che lei non ce l'ha fatta, non riesce ad essere brava in tutto: lavoratrice, moglie, madre. Mi viene in mente il film "Come fa a far tutto?" e il trailer del nuovo film "Bad moms", fare tutto non ed essere sempre perfette non si può, io ci ho provato, ma vi confermo che non è possibile perchè chiedere troppo a noi stesse significa autodistruggersi, significa finire a fare male tutto quello che facciamo. Ho sempre avuto la presunzione di potercela fare, mi ritengo una maga nell'incastrare gli impegni, ma per essere sempre perfetta avrei bisogno di giornate di 50 ore oppure dovrei non dormire la notte. NO. Non si può fare. Mi sono data delle priorità, mi sono imposta di non continuare a fare straordinari perchè poi finisce che sbaglio e allora è peggio per tutti, certi giorni lascio la casa in condizioni tali che sembra sia esplosa una bomba, ma magari quel giorno ho passato più tempo con mio figlio, a volte mi isolo per scrivere e portare avanti i miei progetti personali perchè credo che sentirsi realizzate ci aiuti a star bene con noi stesse e con gli altri, ma ogni tanto organizzo una cenetta con il mio compagno perchè la coppia non va trascurata, anche perchè senza di lui non potrei fare tutto quello che faccio. E' vero che la società non ci aiuta, io ho la fortuna di lavorare in un posto dove l'orario è elastico e nessuno storce il naso se prendo un permesso ( ore che comunque poi recupero ) ma non è così ovunque, io ho mio papà in pensione che mi aiuta e prima avevo gli zii, ma non tutti hanno familiari disponibili e baby sitter e asili costano ( sono anche consigliere comunale e posso dire che come amministrazione facciamo il possibile, ma anche noi dobbiamo seguire leggi che non sempre ci permettono di andare incontro alle esigenze di tutti ). Io faccio i salti mortali per cercare di dare il massimo al lavoro, per essere presente per mio figlio, per essere una brava compagna, amica, figlia, nipote, mi prendo del tempo per me perchè ho dei sogni che voglio realizzare e anche se ogni tanto ho dei momenti di sconforto la consapevolezza di fare comunque del mio meglio mi aiuta. So che non posso arrivare dappertutto e allora decido giorno per giorno dove voglio arrivare. Non so quante mamme leggeranno le mie parole, mi considero fortunata? Sì, lo sono, ma sono anche vicina a tutte coloro che non lo sono altrettanto. Io ho avuto mio figlio quando ancora andavo all'università, è arrivato, allora non è stato tutto rose e fiori, molte cose si sono sistemate solo ora, dopo anni di fatiche, rinunce e compromessi, ma anche di tante soddisfazioni. Se pensate di non poter fare tutto io vi dico: è così, non si può, ma ci si può organizzare per fare del nostro meglio e se in questo vi serve un aiuto scrivetemi, magari posso darvi una mano. Io lo spero!!

susygilmore@gmail.com 

lunedì 19 settembre 2016

DI NUOVO TRA I BANCHI DI SCUOLA


E' iniziata la scuola. Anche quest'anno è arrivato il momento fatidico di mettere i libri in cartella, di puntare la sveglia e rivedere compagni e maestre. Non so voi, ma qui abbiamo finito i compiti delle vacanze a meno di 24 ore dall'inizio del nuovo anno scolastico: mio figlio non è me, a me piaceva la scuola e facevo abbastanza volentieri i compiti, anche quelli delle vacanze, quest'anno invece li ho odiati con tutta me stessa. Comunque la scuola è iniziata e in questi giorni ci siamo prontamente attrezzati: una ripulita alla cartella ( se proprio non si distrugge per me quella dell'anno scorso può tranquillamente arrivare fino alla quinta elementare ), nuovi astuccio e bustina ( quelli vecchi non sono arrivati nemmeno alla fine del primo anno!) e quest'anno abbiamo aggiunto il portamerenda. Con la lista alla mano abbiamo fatto il consueto giro in cartoleria per comprare tutto il necessario e da oggi ogni volta che ci saranno le colle in offerta le comprerò perchè la colla è la cosa che finisce più in fretta e in genere fa proprio una brutta fine. Abbiamo diligentemente messo il nome su ogni quaderno, su astuccio, bustina, porta merenda, sacca per le scarpe da ginnastica, libri, diario e poi è arrivato il momento di etichettare: etichetta su ogni biro, matita, pastello, pennarello. C'è qualcuno che usa il pennarello indelebile, io stampo le etichette in ufficio con nome, cognome e classe, se non potessi prenderei le etichette adesive e scriverei tutto a mano. Mi raccomando mettete le etichette bene in fondo ai pastelli se no prima o poi vengono temperate insieme alla punta. Io sono un po' maniaca e ogni sera controllo che sia tornato tutto a casa, riappiccico un po' le etichette che si staccano, controllo lo stato della colla e che libri e quaderni non abbiano orecchie, controllo tutto quello che c'è nella cartella e se sul diario c'è scritto qualcosa perchè fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Quest'anno ci siamo dati l'obiettivo di leggere un po' tutte le sere, abbiamo iniziato con gli Aristogatti e ogni sera leggiamo una pagina insieme così il mio bimbo si tiene in allenamento, visto che per ora la lettura non rientra nei suoi hobbies. Sono una mamma che tiene all'istruzione di suo figlio, che non si aspetta tutti 10 ma che pretende comunque il meglio di quanto lui possa fare, voglio lasciarlo sbagliare, ma voglio anche stargli accanto affinchè si senta sicuro di sè e delle sue capacità perchè la scuola non sia un peso, ma un piacere. Ci vuole grinta e determinazione per affrontare un nuovo anno scolastico da parte sua, ma anche da parte mia perchè adesso arrivo più tardi al lavoro per poterlo accompagnare a scuola e quindi esco più tardi, devo ricordarmi ti tenere pronte le tute per i giorni in cui c'è ginnastica, controllare insieme a lui libri e quaderni, tenere d'occhio il materiale e tenere rifornite le scorte se qualcosa finisce o si perde, non dimenticare di comprare succhi, cracker, merendine, parmigiano da mettere nel portamerenda, tenermi un po' di tempo per i compiti del mercoledì, coordinare i compiti del venerdì con gli altri impegni del weekend, non mancare alle riunioni, tenere d'occhio il registro on line, non impazzire per i duemila messaggi che arrivano sul gruppo whatsapp della classe, tenere vivo l'interesse per la scuola, pretendere ordine e attenzione, condividere i successi e affrontare insieme gli insuccessi per imparare dagli errori. Insomma quasi quasi la scuola è più faticosa adesso che quando ero io a dover studiare, ma mi piace affrontare con mio figlio questo suo percorso e stargli vicino mentre cresce. Avevo voglia di autunno e l'inizio della scuola è un segno inequivocabile  dell'arrivo di questa nuova stagione, il consiglio e il buon proposito per questo nuovo anno scolastico è avere pazienza e affrontare ogni giorno con il sorriso. Incoraggiamo i nostri bambini, aiutiamoli a trovare il loro metodo, la loro strada, non lasciamoli abbandonati a loro stessi, nemmeno quando sono bravi e ci sembra che possano farcela da soli, gratifichiamoli per i traguardi raggiunti e se c'è un problema, una difficoltà prendiamola sul serio, è a scuola che i nostri bambini passano la maggior parte del loro tempo, non devono vivere quelle ore come una tortura, ma come un gioco in cui bisogna impegnarsi, ma alla fine si vince un bellissimo premio.

Concludo augurando buon anno scolastico a tutti e vi confesso che, se potessi, tornerei volentieri anch'io sui banchi di scuola!

martedì 13 settembre 2016

VOGLIA DI AUTUNNO PARTE SECONDA


Vi ho lascito di sabato e vi ritrovo di martedì, in questi giorni è continuata la trasformazione della casa in versione autunnale, anche se il caldo un po' mi fa rimpiangere l'acqua fresca della piscina. Comunque, a parte tutto quello che riguarda il mondo della scuola di cui parleremo la prossima volta, in casa ho cambiato i cuscini delle sedie in sala, ho messo il copriletto leggero che è sfumato in tre toni di marroni, ho finito di cambiare le tende in tutte le stanze e adesso c'è una bella atmosfera luminosa, ma allo stesso tempo leggera, è tutto sui toni del beige e del bianco. Dopo il giallo e l'arancione dell'estate adesso ho necessità di colori rilassanti. 

Ho ripreso il lavoro a settembre e ho ripreso anche il giro del guardaroba, sento che ci sono cose che non mi vanno più bene perchè non rispecchiano più il mio modo di essere, questo trentesimo compleanno e tutto quello che è successo negli ultimi 12 mesi mi hanno cambiata e adesso mi sto assestando, dopo un periodo di turbolenza, di montagne russe adesso ho voglia di rilassarmi, di concedermi un po' di calma autunnale. Per quanto riguarda l'armadio ogni giorno metto una cosa diversa, ho deciso che riprovo tutto e se qualcosa mi fa dire "no, oggi no" allora vuol dire che la devo eliminare, è l'occasione per fare un po' di spazio.

Devo finire di riordinare la cameretta, ma nelle altre stanze ho fatto pulizia, ho messo ordine intorno a me e anche dentro me, mi sono data nuovi obiettivi, mi sono fatta una scaletta di cose da fare giorno per giorno per aiutarmi a prendere il ritmo giusto, per l'arrivo dell'autunno vedo parole dette e parole scritte, sento musica classica, respiro aroma di thè con le amiche.

Ho voglia di autunno. Di maglioni di cotone. Di mettere il ventilatore in cantina. Di fare i compiti con mio figlio. Di far merenda con thè e biscotti. Di foglie che cadono. Di sogni in bianco e beige.