domenica 24 giugno 2018

BENESSERE PSICOFISICO E IMPROVVISAZIONI CULINARIE

Buongiorno! Oggi scrivo per la prima volta seduta sul balcone, segno che pian piano la casa prende forma e si definiscono gli spazi, inoltre c'è una splendida vista sul giardino e sulla campagna, è tutto verde, rilassante, si avverte una sensazione di quiete e di pace. E' il posto giusto per scrivere un po'.

In queste ultime due settimane mio figlio ha guardato e riguardato il cartone animato Cars 3 che manda un messaggio del tipo: trova la giusta motivazione e potrai fare ciò che vuoi, ma anche accettati per quello che sei e da lì rivedi i tuoi obiettivi e ciò che vuoi essere davvero. Ecco, ieri mentre correvo pensavo di prendere spunto da questo per il post di questa settimana. 
Restando in tema, un'altra cosa che ho fatto nei giorni scorsi è stato abbozzare la mia vision board, vi avevo detto che prima o poi l'avrei fatto, così ho recuperato il mio pannello di sughero a cui un tempo attaccavo i miei ricordi e ci ho attaccato invece immagini di ciò che vorrei per il mio futuro. Per ora ci ho messo: la foto di due fedi, un fiocco, una sala conferenze, una piscina, un paio di Louboutin e un foglio con scritto "Sii la persona che vuoi essere, decidi ciò che vuoi, realizza i tuoi sogni." Quando apro gli occhi al mattino questa è la prima cosa che vedo e che mi aiuta ad alzarmi dal letto con più determinazione, con il sorriso e con la voglia di trovare energia in me stessa anche quando sembra non essercene più. Negli ultimi tempi mi sono detta spesso che sono felice ed è vero: sto bene, ho una famiglia meravigliosa, mangio sano, faccio attività fisica regolarmente, trovo ogni giorno un po' di tempo per me da dedicare ad un'attività che mi piace e mi dà soddisfazione, riesco a tenere in ordine una casa impegnativa, sto lavorando per realizzare alcuni progetti futuri, non potrei non stare bene. Certo che a fine giornata sono un po' stanca, certo che non tutti i giorni sono iperattiva, certo che alcune mattine vorrei solo starmene a letto a dormire, non va sempre tutto bene, la vita ti propone continuamente imprevisti e ostacoli, il segreto sta nell'avere la forza di riuscire a decidere come affrontarli. Il concetto di benessere psicofisico per me sta qui: avere delle buone e sane abitudini e avere la consapevolezza che ogni giorno si sta camminando nella direzione verso la quale abbiamo deciso di andare, che ogni giorno facciamo un passo in più verso la realizzazione dei nostri sogni. Io ho bisogno di un planning che mi aiuti a tenere tutto sotto controllo senza esagerare, potrebbe esservi utile se volete incastrare tante attività, potrebbe servirvi la vision board o qualcosa di simile che non vi faccia dimenticare per cosa state lottando, per cosa state facendo dei sacrifici, potrebbe non essere niente di materiale, ma un vostro pensiero, una parola chiave che vi faccia tener duro nei momenti difficili, l'importante credo sia avere le idee chiare su cosa è davvero importante, su cosa conti davvero per voi. E' così bello stare bene, avere la sensazione che nonostante tutto state facendo un buon lavoro, vi state godendo le giornate, che il tempo scorre piacevolmente lento, che la vostra vita vale davvero. Questo stato di benessere fisico e mentale per me ci fa addirittura  fare cose che non credevamo di poter fare, ci fa sorprendere di noi stessi. Io che ho sempre odiato cucinare, che sentivo come un peso aprire il frigorifero e decidere cosa preparare per cena, che non sapevo cambiare un po' piatti a meno di seguire una nuova ricetta, adesso ho voglia di stare in cucina, di provare cose nuove e anche di improvvisare. Mi piace godermi la casa nuova, mi piace godermi la cucina e mettermi alla prova ai fornelli. Non sono e non sarò mai uno chef, ma almeno non cucino più la solita pasta al sugo ( già pronto ) o il solito riso in bianco.


 L'altra sera per condire la pasta ho usato un pochino ( proprio poco che fa male, però quanto è buono ) di burro e quello che restava del philadelphia al salmone, niente di speciale, ma il risultato è stato apprezzatissimo. Un'altra sera che ero sola con mio figlio abbiamo preso delle brioches vuote e le abbiamo riempite di prosciutto e zucchine per un mix di dolce e salato che ci ha riempito con semplicità e allegria. Quasi ogni giorno torno dal lavoro e metto nel frullatore un po' della frutta che trovo nel frigo con latte oppure yogurt, miele o cannella, in abbinamenti più o meno casuali che fanno bene e rinfrescano. Non faccio nulla di spettacolare, ma per me è una piacevole novità trovare gusto nel cucinare e vedere che con poco riesco a preparare piatti che ottengono buone critiche dal resto della famiglia.




In questo periodo non faccio che ripetermi che mi sento bene ed è una splendida sensazione, la mia conclusione è che in fondo non ci vuole molto per essere felici, il segreto non è nascosto in qualche manuale mistico, alla fine di una lunga strada su un monte tibetano o nel diario dell'uomo più ricco del mondo, per ognuno di noi il segreto della felicità è diverso perchè sta a noi stessi capire cosa ci rende felici e come possiamo fare per esserlo, per me, è chiaro, il segreto è l'organizzazione!
E il vostro qual è?



mercoledì 30 maggio 2018

LAVANDERIA ANCHE IN POCO SPAZIO

Buonasera a tutti! Pian piano stiamo prendendo possesso della casa nuova e stiamo organizzando gli spazi, uno su tutti devo dire che mi dà soddisfazione e sono felice di averci pensato: nel sottoscala abbiamo realizzato un ripostiglio/lavanderia.


 Abbiamo messo una porta bianca che sembra un armadio a due ante con due bei maniglioni per aprirla e poi...2 metri quadrati di spazio disponibile e super sfruttato. In fondo abbiamo posizionato la lavatrice, sopra ho fatto mettere una mensola dove posso appoggiare i detersivi, la cesta per le mollette e i bagnini. La mensola sulla sinistra è sostenuta da una catena che scende dall'alto in modo che ci sia dello spazio libero a lato della lavatrice in cui ho messo i due stendini. Contro la parete di destra ho appoggiato la scala e lì ci andrà anche l'asse da stiro, sulla sinistra ho appeso un pensile che contiene altri detersivi, stracci, spugne e sotto ho messo scope, spazzolone e piumino appesi a dei portascope in modo da lasciare spazio a terra per palettone e aspirapolvere. 


Siccome il cestone dei panni sporchi è nel bagno al piano di sopra ho preso una borsa di stoffa, molto grande ( riciclata da qualche regalo ricevuto ) che uso per portare la biancheria su e giù, poi ne tengo un'altra un po' più piccola nel sottoscala dove metto solo le cose della cucina ( tovaglie, tovaglioli, asciugamani ) per tenerle separate dal resto del bucato. I giorni in cui lavo sono il venerdì e il sabato, la sera faccio i lavaggi e la mattina dopo stendo. Quando devo caricare la lavatrice vado di sopra, smisto i vestiti da lavare in base al colore e riempio la mia borsa che poi porto al piano di sotto senza troppa fatica: una vota i chiari, una volta gli scuri, ogni tanto i rossi o altri colori particolari. Ad ogni lavaggio uso l'acchiappacolori così evito disastri e faccio meno carichi e quando ho finito spengo l'interruttore della corrente e chiudo il rubinetto dell'acqua, le nonne lo consigliano per preservare più a lungo la "salute" della lavatrice. Adesso che fa caldo quello che stendo al mattino alla sera è già asciutto, bastano poche ore di sole. Se come me stendete all'aperto ricordatevi che quando mettete ad asciugare i capi scuri, in particolare quelli neri, è bene metterli alla rovescia per evitare che si formino spiacevoli macchie o segni dovuti all'asciugatura sotto il sole soprattutto quando stendete su un pavimento di cemento. 


Quando farà più freddo i tempi di asciugatura si allungheranno, ma comunque sarò in tempo per dedicarmi allo stirare il mercoledì sera, ho scelto un giorno preciso da dedicare a questa attività, così non continuo a rimandare, sono preparata già dal mattino e poi unisco l'utile al dilettevole. Se sono sola con mio figlio a lui lascio il computer e io mi immergo nelle mie serie tv preferite, stiro più volentieri e più in fretta per poi concedermi un po' di meritato riposo sul divano, se invece c'è anche il mio compagno...beh, o scegliamo un film che piace a tutti e due oppure basta aspettare che lui si addormenti e poi posso rubargli il telecomando e guardare quello che piace a me.


Tornando al tema della giornata vorrei dire che davvero basta poco per avere un ripostiglio fornitissimo o addirittura una lavanderia completa, se avete spazio in verticale potete posizionare anche un'asciugatrice, potreste appendere il portascope o dei ganci anche dietro alla porta per  guadagnare altro spazio, in base alla forma e alle dimensioni del ripostiglio potete posizionare armadietti e mensole a vostro piacimento, regolare l'altezza dei ripiani in base alle bottiglie o alle scatole che ci dovete mettere per sfruttare al meglio lo spazio anche all'interno dei mobili.

Se vi servono suggerimenti specifici mandatemi la foto del vostro ripostiglio e proviamo insieme a riadattarlo alle vostre esigenze!!

Alla prossima!

susygilmore@gmail.com 

sabato 19 maggio 2018

IN CUCINA...RICETTA GUSTOSA

Buon sabato! Oggi torno a parlarvi di cucina, finalmente abbiamo il gas e da un paio di settimane mangiamo nella casa nuova. La prima volta che abbiamo fatto la spesa abbiamo cercato di comprare un po' di tutto senza esagerare, abbiamo preso le cose basilari per poter cucinare: sale, olio, aceto, pasta, riso, carne, merende per la scuola, succhi di frutta e yogurt. Pensavamo di riprendere l'abitudine di fare la spesa ogni due settimane, ma non ce l'abbiamo fatta, dopo sette giorni mancavano ancora troppe cose e così abbiamo sperimentato l'MD di Landriano e abbiamo riempito frigorifero e dispensa, oggi niente spesa! Questo sistema ci aiuta a finire quello che compriamo senza accumulare roba che poi finisce inevitabilmente nascosta in qualche angolo e ritrovi quando ormai è troppo tardi per poterla cucinare, facciamo un po' di pianificazione culinaria e finanziaria e lo faccio anche per organizzarmi con i miei esperimenti in cucina. L'altra sera ho provato una nuova ricetta prendendo spunto da un abbinamento suggeritomi da una mamma che incontro quando porto mio figlio in piscina. 

Ingredienti per 3 persone:

pasta a scelta
3 zucchine
gorgonzola dolce
speck

Ho tagliato a rondelle le zucchine.




Le ho messe in padella coperte di acqua, con un po' di dado per insaporire e le ho lasciate cuocere per circa quindici minuti, poi ho abbassato la fiamma e ho lasciato cuocere ancora mescolando di tanto in tanto. L'importante è controllare che l'acqua si asciughi, ma senza far bruciare le zucchine!


A questo punto ho acceso l'acqua per la pasta, io ho fatto i paccheri, ma potete usare il tipo che preferite. Nel frattempo ho tagliato a pezzetti un po' di gorgonzola.





Io sono andata a occhio, non so dirvi esattamente quanti grammi ho usato, dipende anche quanto vi piace sentirne il sapore e se proprio non apprezzate questo formaggio in alternativa penso che ci stia bene una mozzarella che si scioglie facilmente.

Quando bolle l'acqua buttate la pasta, poi controllate di nuovo le zucchine, se serve alzate un po' la fiamma per far asciugare l'acqua e se è ancora troppa eliminatene un po'. Buttate in padella i pezzetti di gorgonzola che così iniziano a sciogliersi e poi aspettate che sia pronta la pasta. A quel punto mettete anche la pasta in padella e mescolate il tutto facendo sciogliere bene il formaggio.



Per finire unite lo speck, io ho usato le fette, ma potreste usare anche quello a cubetti, in tal caso dovete farlo rosolare prima in padella in modo che diventi bello croccante, comunque qualche fetta per decorare alla fine io la metterei lo stesso.

 Ed ecco pronto un primo un po' sfizioso per tutta la famiglia!!



Per me, che non ho mai amato cucinare, i mesi passati senza accesso alla cucina hanno scatenato la voglia di mettermi ai fornelli, il mio compagno rimane comunque il cuoco di casa, ma a me è venuta un po' più di ispirazione. Ho recuperato un po' dei miei libri e dei ritagli con le ricette e ogni settimana ne scelgo un paio da provare, mi appunto gli ingredienti sulla lista della spesa e mi cimento in qualcosa di nuovo. Seguite le mie evoluzioni culinarie sul blog e buon appetito!!


sabato 28 aprile 2018

CASA NUOVA PARTE PRIMA: L'ESSENZIALE

Buongiorno a tutti e ben tornati!! Nell'ultimo mese, in cui sono stata parecchio lontana dai social e dal mio blog, sono stata completamente assorbita dal trasloco. Finalmente abitiamo nella casa nuova anche se non tutto è finito, non tutte le scatole sono state aperte e non tutti i mobili montati, ma almeno siamo qui! L'inizio è stato decisamente duro, piuttosto in salita, abbiamo avuto un problema dietro l'altro: colori sbagliati, pezzi mancanti, buchi di troppo, misure non precise, lavatrice apparentemente guasta, connessione internet assente, il tutto condito da idee confuse e stanchezza senza fine. Dopo un mese sono ancora a pezzi, fisicamente, ma dopo vari momenti di scoraggiamento adesso sembra che io abbia ritrovato il mio equilibrio, o almeno mi sento sulla buona strada. A marzo ho preso qualche giorno di ferie e adesso approfitto dei ponti per dedicarmi alla casa un po' più a fondo, ma ci sono talmente tante cose da fare che ad un certo punto non sapevo più da che parte cominciare. Come sempre nei miei momenti di disordine mentale, l'unica cosa da fare è mettere mano al planning e così mi sono seduta sul mio sgabello e ho aggiunto la parte "casa" che ancora mancava. L'obiettivo è fare qualcosa tutti i giorni, o al mattino o alla sera, per pulire e sistemare e non ritrovarmi ogni weekend sommersa dai mestieri. Ovviamente è tutto da collaudare, ma per ora mi ritengo soddisfatta dalla programmazione, quel che è certo è che occorrono energia, buona volontà e la collaborazione di tutti. In questi giorni, infatti, sto cominciando a far passare agli uomini di casa il messaggio che: casa nuova = regole nuove = ognuno deve fare la sua parte. Per me questo significa che ognuno deve essere responsabile dei propri spazi e delle proprie cose e contribuire a mantenere l'ordine generale. Questo primo periodo è stato faticoso, ma mi ha reso più consapevole di cosa sia essenziale, se ci pensiamo bene sono davvero poche le cose che ci servono davvero: le prime sere abbiamo fatto a meno della tv, per giorni siamo stati senza internet, fino a pochi giorni fa non avevamo il gas per cucinare, nell'armadio avevamo appeso due paia di pantaloni e quattro magliette perchè tutti i vestiti che ho tirato fuori dagli scatoloni sono stati messi in lavatrice e ho ancora due pigne immense di roba da stirare, non mi trucco e non metto lo smalto da un mese, non ho potuto rispettare il mio planning per tre settimane, ma sono sopravvissuta benissimo. 

Quando si trasloca bisogna essere preparati al caos iniziale, ma per non farsi prendere dal panico occorre capire quali sono le cose indispensabili da fare, io ovviamente ho fatto una lista. Quando abbiamo montato i primi mobili e aperto i primi scatoloni ad un certo punto ho sistemato stanza per stanza scrivendo su un foglio cosa mancava, cosa bisognava sistemare, cosa chiedere all'idraulico, cosa all'elettricista, cosa all'impresa e a parte ho fatto una lista con le cose urgenti da comprare. Adesso che ho sistemato il planning ogni giorno dedico un'ora o due alla casa e poi posso tornare ad occuparmi di me e della mia famiglia perchè comunque loro sono l'essenziale più essenziale di tutto: sapere che loro sono felici, che hanno il loro spazio e  si possono godere la casa nuova mi aiuta a non impazzire quando trovo in disordine tutto quello che io avevo sistemato poco prima. 

Abbiamo cominciato con i letti, i vestiti negli scatoloni, la macchinetta del caffè con le cialde e gli spazzolini da denti, adesso la casa comincia a prendere forma, a essere più "casa", ci vorrà ancora del tempo e so già che non sarà mai tutto a posto e tutto pulito contemporaneamente, ma ci provo e ovviamente vi tengo aggiornati!

domenica 18 marzo 2018

E COLORE SIA!

Finalmente la casa nuova sembra una casa nuova. Non è ancora tutto pronto, ma almeno abbiamo imbiancato e manca davvero poco al trasloco vero e proprio. Da un paio di settimane siamo alle prese con colori, pennelli, rulli e macchie di colore. A me piace imbiancare: salopette e scarpe da ginnastica e mi sento un vero imbianchino, è faticoso ma dà grandi soddisfazioni. La fase preparatoria è altrettanto faticosa e meno male che mio papà ci ha aiutato mettendo lo scotch di carta su tutti gli zoccolini, stipiti, serramenti e ricoprendo con teli trasparenti finestre, porte, i cassonetti delle tapparelle, doccia, ecc, nonchè sistemando tappeti appositi sui pavimenti. Poi armati di bagnini, pennelli, rulli, stracci, scale e ponteggi abbiamo dato il via alla settimana del colore. Supportati benissimo dallo staff di Eurocolor ( a San Martino Siccomario ) abbiamo portato a casa le latte di vernice con tutte le indicazioni sulle varie percentuali in cui diluire il colore e anche alcune dritte molto interessanti. Promemoria per chi deve usare il rullo: dopo averlo immerso nel colore posizionatelo sul muro ad almeno una ventina di centimetri sotto al soffitto così potrete stenderlo prima verso l'alto e poi verso il basso senza pasticciare vicino al bordo. Suggerimento per la preparazione: non appiccicate completamente lo scotch di carta sugli zoccolini, ma lasciate che la parte in basso rimanga leggermente sollevata, così si forma una sorta di protezione in più che raccoglie le gocce e contribuisce a ridurre le macchie. A questo punto abbiamo iniziato: prima mano di fissativo, in questa fase ci ha dato una mano anche mio figlio che si è dotato di pennello e ha contribuito a spennellare le pareti fin dove la sua altezza glielo consentiva, poi soffitti bianchi e pareti beige, di una tonalità più chiara per il primo piano e di una un po' più calda al piano terra. Ci sono voluti dieci giorni per preparare, fare e disfare tutto e il risultato è molto soddisfacente. A me rilassa imbiancare e mi piace l'idea di aver contribuito materialmente a realizzare il nostro progetto, anche se per una piccola parte, è pesante, ma poi quando giri per le stanze e vedi tutto asciutto, uniforme, bello...ti si allarga il cuore. Noi eravamo in cinque, compreso mio figlio, a collaborare anche se la parte più grossa l'hanno fatta il mio compagno e mio papà, però quando c'eravamo tutti ci siamo organizzati il lavoro in modo tale che a rotazione ogni stanza fosse pulita, preparata, imbiancata e poi ripulita. Nei prossimi giorni verranno sistemati gli ultimi dettagli e poi arriverà la parte più dura: va pulito tutto, vanno fatte proprio le pulizie di primavera. Sarà lungo e faticoso, in fin dei conti peggio che andare in palestra, ma devo dire che ogni tanto fare una fatica fisica più che mentale ci vuole, la sera si va a letto con i muscoli distrutti, ma con la mente più serena. L'obiettivo adesso è entrare nella casa nuova, anche se non sarà completamente arredata, anche se alcuni dettagli saranno da sistemare, anche se il giardino è ancora un disastro. Non importa, abbiamo tutti bisogno di questo cambiamento, a me serve una svolta, mi serve avere nuove cose da sistemare, dovrò sicuramente rivedere il mio planning da cima a fondo perchè la casa nuova sarà un impegno in più non indifferente, ma la verità è...che non vedo l'ora di farlo!

sabato 24 febbraio 2018

ALBUM DI FIGURINE

Chi di noi non ha mai avuto, almeno una volta, un album di figurine? Che si tratti di Barbie, amici cucciolotti, calciatori o altro sapete cosa si prova quando si riceve un album tutto nuovo pronto per essere riempito, lo si sfoglia con deferenza immaginando e pregustando il momento in cui si potranno appiccicare le nuove figurine. L'emozione nell'aprire i pacchetti, l'attesa di riceverli una volta alla settimana, la frustrazione quando cominci a trovare più doppie che figurine da attaccare, gli scambi con i compagni e la disperata ricerca delle ultime introvabili. Ci siamo passati tutti da bambini e ci ripassiamo poi da genitori. A mio figlio avevamo regalato qualche anno fa l'album della Paw Patrol, un simpatico cartone animato di cuccioli che risolvono i più svariati problemi nella mitica cittadina di Adventure Bay, ed era andata abbastanza bene anche se a furia di sfogliarlo l'album era distrutto. La vera mania delle figurine però è arrivata con l'album dei calciatori della Panini...so che molte di voi mi capiranno. Quale incubo!! Mio figlio si alzava all'alba ogni mattina con il pensiero fisso dei pacchetti da aprire, passa quasi ogni minuto libero a sfogliare le pagine dell'album in adorazione e sa a memoria tutti i giocatori di tutte le squadre, così bene che se esistesse la materia scolastica "calciatori 2017-2018" lui avrebbe un 10 e lode assicurato. Non solo, non basta avere il suo album da guardare, no, lui si guarda e si riguarda i video su you tube in cui altri bambini aprono i pacchetti di figurine, le incollano e mostrano fieri a che punto sono arrivati nella collezione, non contento fa finta di farsi i video anche lui e mentre sfoglia l'album fa la telecronaca come se fosse in diretta per milioni di followers. Comunque dopo varie esperienze, furti di figurine doppie ( e anche già incollate! ) e album mai conclusi, quest'anno abbiamo adottato una strategia diversa che però sembra dare migliori risultati. Dopo avergli regalato l'album e qualche pacchetto per iniziare la raccolta, approfittando anche delle feste natalizie, gli abbiamo comprato due box. Si tratta di un cofanetto che contiene 60 pacchetti di figurine di cui 10 omaggio, con un risparmio di € 7,00. In questo modo abbiamo evitato che volesse fermarsi in edicola ogni volta che uscivamo di casa, abbiamo dosato l'apertura dei pacchetti, 4 o 5 al giorno, e così nel giro di un paio di mesi avevamo completato buona parte dell'album e avevamo messo da parte un numero abbastanza sostanzioso di doppie. A quel punto abbiamo detto: basta pacchetti nuovi, ora solo scambi. Gli abbiamo fatto praticamente il lavaggio del cervello su come si fa a scambiare le figurine, una a una e non "ne prendo una delle tue, tu prendi pure tutte quelle che vuoi", abbiamo scritto su un foglio i numeri mancanti e così è cominciata l'era degli scambi. Per lui e per noi. Mio figlio scambia le figurine a scuola con i compagni, noi genitori abbiamo fotografato l'elenco dei numeri che gli mancano ( elenco che viene regolarmente aggiornato ) e lo abbiamo diffuso tra i nostri contatti via whatsapp. Così abbiamo dato il via a scambi anche intercomunali ( con amici e colleghi che abitano nei paesi vicini ) che sembrano dare maggiori risultati. Il consiglio quindi è di abbondare all'inizio, con i box si risparmia un po', e poi non comprare più nuovi pacchetti ( ad un certo punto trovi una figurina mancante ogni 5 o 6 pacchetti ed è uno spreco ), ma allargare il più possibile il giro degli scambi. Con l'album dei calciatori poi ci sono anche delle scadenze da non dimenticare perchè alcune figurine escono solo in omaggio con la gazzetta dello sport in alcuni giorni precisi, come oggi, quindi bisogna tenere a portata di mano un calendario con le date da non perdere e poi ci sono le figurine del calcio mercato che saranno disponibili solo da marzo. L'ultima data per gli omaggi della gazzetta è a giugno, prima di allora spero di aver fatto abbastanza scambi da avere un numero mancante di figurine inferiore a 70 così possiamo procedere con l'ordine di quelle che non riusciamo a trovare, in questo modo saremo certi di portare a termine almeno un album.

 Insomma anche un semplice album delle figurine può diventare un vero e proprio lavoro, ma con determinazione, qualche trucco e tante conoscenze si può rendere tutto più semplice e divertente. Detto questo vi saluto, buona serata e buoni scambi a tutti!!

domenica 11 febbraio 2018

BUON CARNEVALE!!

Martedì grasso è fra due giorni, ma come sempre Carnevale si festeggia la domenica. Quest'anno sono un po' dispiaciuta perchè non c'è stata la solita sfilata con i carri, ma solo la festa in oratorio. E' un vero peccato, era una tradizione che purtroppo, però, negli anni si è ridemensionata, il problema è che non ci sono più le persone che si mettono a disposizione per la preparazione, per tutto quello che viene prima e la cosa un po' mi rattrista e un po' mi fa venir voglia di dire che l'anno prossimo bisognerà trovare il modo di ridare una spinta a questa usanza che ha lasciato in me bei ricordi di bambina. In fondo anche in questo caso...è solo questione di organizzazione! Ma torniamo al presente: quest'anno mio figlio ha voluto vestirsi da vigile del fuoco, la cosa che mi ha fatto più piacere è che si è documentato, ha cercato su internet delle foto, ha visto com'è la loro divisa e ha "ordinato" il suo costume. Per me la fortuna è avere una zia sarta che dal nulla tira fuori splendidi abiti di Carnevale, proprio come faceva quand'ero piccola io: il vestito di tulle bianco e azzurro da Cenerentola, con tanto di brillantini argentati è stato il top e non potrò mai dimenticarlo. Nel giro di un paio di settimane taglia e cuci e il vestito era pronto, casacca e pantaloni neri con le strisce gialle con tanto di scritta sulle schiena e caschetto ( ne avevamo uno da muratore e lo abbiamo rivestito di nero ). Quello che reimparo ogni anno in questa occasione è che comunque basta un po' di creatività per avere dei costumi davvero originali e carini, soprattutto se poi, come nel caso di mio figlio, vengono abbandonati dopo nemmeno un'ora perchè "Mi dà fastidio. Mi entrano i coriandoli. Vado a giocare a calcio." L'anno scorso, per esempio, abbiamo usato tuta e giubbotto blu, una maschera di cartone recuperata a un compleanno, una coda improvvisata ricoprendo di stoffa blu un po' di gommapiuma ed ecco fatto il costume da gatto boy. Ovviamente l'anno che ha voluto vestirsi da Spider man il costume lo abbiamo comprato, un anno lo abbiamo noleggiato all'oratorio ( tunica e copricapo per un bel principe indiano ), ma tutte le altre volte ci siamo egregiamente arrangiati, a partire dal suo primissimo Carnevale, a soli tre mesi, quando lo portai fuori con giubbotto e cappellino bianco dopo avergli fatto il naso nero e avergli disegnato qualche macchia sul viso ( con una matita apposita per il trucco ) per farlo somigliare a un piccolo dalmata. Non dubito che ci siano bambini e bambine molto più esigenti del mio, ma vi assicuro che anche con poco si possono fare miracoli. Ovviamente tutto questo fa aggiungere alla mia lista delle cose da fare, prima o poi, prendere lezioni da mia zia e cominciare a trafficare un po' di più con ago e filo perchè questa abilità torna utile nella vita di tutti i giorni e non solo a Carnevale. 
Ovviamente il costume deve essere grande abbastanza da permettere di essere ben coperti sotto, ma a strati perchè se poi la festa si sposta all'interno bisogna poter togliere un po' di vestiti per evitare di sudare e ammalarsi. Se anche voi, come me, avete un maschietto che ama stare all'aperto e soprattutto che non sa resistere al richiamo di un pallone allora vi consiglio di portarvi un cambio per l'evenienza "partitella". Oggi ho messo nello zaino: fazzoletti di carta ( utili sia per soffiare il naso che per togliere la schiuma dalla faccia ), guanti, cuffia e sciarpa ( che stonavano con il costume, ma che non si potevano evitare nel tragitto a piedi da casa e dopo le corse nel campo ), un giubbotto più leggero ( che ripara dall'aria ma meno ingombrante per giocare a calcio ) e le scarpe di ricambio ( il costume prevedeva gli stivali ) oltre alla scorta di bombolette di stelle filanti ( detesto la schiuma ) e coriandoli. Come sempre quando si esce con i bambini occorre essere pronti a tutto, quando si tratta di Carnevale anche di più e quando tornate a casa dopo la festa ricordatevi di togliere tutti i vestiti stando fermi in un punto, così eviterete di spargere troppi coriandoli in giro per la casa. Per quel che mi riguarda, io accompagno mio figlio in jeans, scarpe da ginnastica, un giubbotto che ritengo "sporcabile" , paraorecchie, sciarpa e guanti pronta ad affrontare qualche ora al freddo con alto rischio di essere coinvolta in qualche lotta all'ultimo spruzzo e con la certezza di tornare a casa e trovare coriandoli nei posti più impensati. La cosa che però dovete assolutamente portare con voi in giornate come questa è la pazienza, perchè non mancheranno i "Ho la schiuma negli occhi. Voglio togliere il costume perchè mi sono entrati i coriandoli. Devo andare in bagno ( e ovviamente tra il costume e i vestiti messi sotto ci sono almeno otto strati da togliere! ). Prendiamo le frittelle? ( e tu vieni abbandonata a fare una fila chilometrica per un dolce a cui poi viene dato un morso e basta perchè "devo andare a giocare". ).
Da un certo punto di vista per sopravvivere al Carnevale bisogna essere dotati di grande resistenza, ma è comunque un momento per stare insieme, per lasciarsi andare, per lasciarsi coinvolgere dall'allegria dei bambini, accettare gli scherzi e non prendersela se un po' di schiuma è finita sul giubbotto, bisogna uscire per le strade con la giusta predisposizione d'animo... e soprattutto con il vestito adatto all'occasione. Negli ultimi anni ho accompagnato mio figlio senza più mascherarmi ( l'ultima volta è stato nel 2013 ), ma non escludo che per il futuro potrei ancora inventarmi qualcosa...in fondo è bello e fa bene allo spirito tornare un po' bambini lasciandoci coinvolgere dalla magia del Carnevale, il giorno in cui puoi essere chi vuoi.